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Compassion 2012 |
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2 Dicembre 2007 - Istituto del Serafico - Roma Incontro: "La Compassione e gli artisti della Pace"
Relazione dell'evento L’incontro si è svolto con lo scopo di ridefinire il concetto della Compassione e di cogliere i vari aspetti e sfumature nell’applicazione della stessa nella nostra vita. Compassione come vibrazione: è la frequenza più alta di amore che possiamo provare qui sul pianeta e nel corpo fisico. Compassione come veicolo: strumento indispensabile per la formazione del corpo di luce e passaporto per l’ascensione. Compassione come energia di guarigione: medici, neurofisiologi, scienziati stanno affrontando esperimenti che comprovano come l’introduzione della frequenza della Compassione sia portatrice di guarigione sia sul piano fisico che psico-emozionale. Il DNA è influenzabile dalle onde vibratorie che riceviamo o emettiamo attraverso pensieri, emozioni, sentimenti etc., e oramai è risaputo che la vibrazione/sentimento della Compassione può ricodificare/rigenerare le nostre cellule dando nuove “informazioni” energetiche al nostro DNA. Sul piano spirituale la Compassione è sia l’obiettivo che la via di accesso a quella che viene definita la “Matrix Divina”. Il termine Compassione deriva dal latino Cum patior. (Essere con l'altro nel sentire). La parola compassione in italiano non ha lo stesso significato che ha in latino, ma acquista il significato di pietà umana, che porta ad un coinvolgimento o identificazione nel drama. Per le religioni orientali, tra cui quella buddista, la Compassione si esprime attraverso l'amore universale per il genere umano. La Compassione Divina è nutrita dall’amore incondizionato, senza attaccamento, senza giudizio, completamente indipendente e neutrale. Per questo provare compassione è un sentire illuminato. Una capacità dell'essere umano che si è elevato dal mondo delle emotività ad un sentire più grande. Si è parlato delle varie qualità della compassione: amore, rispetto, pace, neutralità, comprensione, tolleranza e perdono. Non si può vivere nella colpevolezza, anche se abbiamo commesso le azioni che giudichiamo peggiori. Se ne diventiamo consapevoli possiamo scendere nelle profondità del nostro essere e comprendere le ragioni di quanto accaduto. Dalla comprensione del corpo mentale scendiamo nel corpo emozionale dove guardando con accettazione l’emozione che è rimasta imbrigliata in quell’evento sciogliamo il blocco energetico che ci tiene legati a quel risentimento e biasimo. Risolvendo in piena coscienza (portando luce nell’ombra) allora siamo perdonati. Il perdono è olografico così come lo è l’universo e la mente dell’uomo. Se riusciamo a perdonare noi stessi potremo con lo stesso procedimento anzi, meglio ancora, nello stesso processo perdonare gli altri. Quando siamo capaci di assolvere, perdonare e benedire, raggiungiamo la pace interiore. Per fare questo non occorre essere curatori o stregoni, né possedere grandi poteri o particolari iniziazioni. Il Perdono ci dà grande potere su noi stessi. Per ultimo abbiamo affrontato l’estensione della Compassione verso tutti gli esseri, essendo la Compassione Divina radiale e omnipervasiva. La meditazione di contatto con la Compassione Divina ci ha permesso di entrare in un nuovo ritmo vibratorio che ha ridefinito le regole di funzionamento delle nostre cellule in una nuova velocità: quella della Compassione appunto. Se impariamo ad integrare questa nuova velocità tutta la nostra vita, i nostri organi, i nostri sistemi e l’ambiente che ci circonda si organizzeranno ridefinendo la nostra salute, la nostra evoluzione e la nostra realtà. Il saluto e l’augurio finale è stato quello di affidarci alla Compassione Divina!! |
Incontro |